Il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza e Anac

Anac pubblica il Regolamento sull’esercizio del potere dell’ANAC di richiedere il riesame dei provvedimenti di revoca o di misure discriminatorie adottati nei confronti del Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza (RPCT) per attività svolte in materia di prevenzione della corruzione.

Facciamo il punto della situazione.

La Legge 6 novembre 2012, n. 190 prevede che  l'organo di indirizzo individua, di norma tra i dirigenti di ruolo in servizio, il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, disponendo le eventuali modifiche organizzative necessarie per assicurare funzioni e poteri idonei per lo svolgimento dell'incarico con piena autonomia ed effettività.
Il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza è individuato, di norma, nel segretario o nel dirigente apicale, salva diversa e motivata determinazione.

Ma quali collegamenti ci sono tra la nomina del RPCT e ANAC? Oggi, affrontiamo il tema della discriminazione nei confronti del Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza e della eventuale revoca del provvedimento di nomina.

E' già la stessa Legge Anticorruzione che disciplina tali particolarità:
Sulla discriminazione:
Eventuali misure discriminatorie, dirette o indirette, nei confronti del Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza per motivi collegati, direttamente o indirettamente, allo svolgimento delle sue funzioni devono essere segnalate all'Autorità nazionale anticorruzione, che può chiedere informazioni all'organo di indirizzo e intervenire nelle forme di cui al comma 3, articolo 15, decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39.
Sulla revoca del provvedimento di nomina:
L'incarico di RPCT può essere revocato. Esso è comunicato dal prefetto all’Autorità nazionale anticorruzione, di cui al comma 1 del presente articolo, che si esprime entro trenta giorni. Decorso tale termine, la revoca diventa efficace, salvo che l’Autorità rilevi che la stessa sia correlata alle attività svolte dal segretario in materia di prevenzione della corruzione.
Il provvedimento di revoca segue la stessa disciplina dettata per l'iter previsto dal T.U. delle leggi sull'ordinamento degli enti locali. In particolare, prevede che "Il segretario può essere revocato con provvedimento motivato del sindaco o del presidente della provincia, previa deliberazione della giunta, per violazione dei doveri d'ufficio".
Allo stesso modo, per la revoca del RPCT, occorre un espresso provvedimento motivato, con apposita delibera dell'organo di indirizzo che individua il soggetto dirigente di ruolo a cui affidare la Responsabilità in merito alla prevenzione della corruzione e della trasparenza.

In tale prospettiva, la Legge n. 190/2012 coinvolge l'applicazione di diverse norme e disposizioni che si citano di seguito, seppur brevemente:
- il decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39 recante “Disposizioni in materia di inconferibilità
e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo
pubblico, a norma dell’articolo 1, commi 49 e 50, della legge 6 novembre 2012, n. 190”.
- il decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 recante “Riordino della disciplina riguardante gli
obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche
amministrazioni” come modificato dal Decreto legislativo 25 maggio 2016, n. 97 recante la
“Revisione e semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza, correttivo della legge 6 novembre 2012, n. 190 e del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33”.
- il Piano Nazionale Anticorruzione.
- il D.Lgs. n. 165/2001.

In tale disegno normativo, ANAC ha pubblicato sul proprio sito, in data 01 agosto 2018, il “Regolamento sull’esercizio del potere dell’ANAC di richiedere il riesame dei provvedimenti di revoca o di misure discriminatorie adottati nei confronti del Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza (RPCT) per attività svolte in materia di prevenzione della corruzione”. Tale Regolamento è stato adottato da Anac in data 18 luglio ed entrerà in vigore 15 giorni dopo la pubblicazione sulla G.U.R.I.

Il 18 luglio il Consiglio dell’Autorità ha adottato il “Regolamento sull’esercizio del potere dell’ANAC di richiedere il riesame dei provvedimenti di revoca o di misure discriminatorie adottati nei confronti del Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza (RPCT) per attività svolte in materia di prevenzione della corruzione”. Il Regolamento entra in vigore quindici giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Anac ha ritenuto opportuno approvare un apposito regolamento, poichè la normativa vigente non garantisce uniformità in ordine al tipo di intervento dell’Autorità in caso di revoca e/o in relazione ad altre misure discriminatorie nei confronti del RPCT e non discipline né il procedimento che l’Autorità deve seguire né la natura dell’atto con cui l’Autorità è tenuta ad “esprimersi”.

Il Regolamento disciplina l’intervento dell’Autorità nella forma di “richiesta di riesame” nei casi di:
a) revoca dell’incarico di Segretario negli Enti locali, laddove il Segretario sia anche RPCT, ai sensi dell’articolo 1, comma 82, della legge 6 novembre 2012, n. 190;
b) revoca dell’incarico amministrativo di vertice o dirigenziale conferito al soggetto cui sono state affidate le funzioni RPCT, ai sensi dell’articolo 15, comma 3, del decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39;
c) revoca dell’incarico di RPCT, indipendentemente dalla qualifica che il RPCT riveste nell’Amministrazione, segnalata all’Autorità quale misura discriminatoria per motivi
collegati direttamente e indirettamente allo svolgimento delle funzioni di RPCT, ai
sensi dell’articolo 1, comma 7, della legge 6 novembre 2012, n. 190;
d) adozione di altre misure discriminatorie dirette o indirette, nei confronti del RPCT,
diverse dalla revoca, per motivi collegati, direttamente o indirettamente, allo
svolgimento delle sue funzioni di cui all’articolo 1, comma 7, della Legge 6 novembre
2012, n. 190, ultimo periodo.


Le Amministrazioni e i Prefetti, nel caso degli Enti locali, hanno l'obbligo di comunicare all'ANAC i provvedimenti di revoca del RPCT. Ciò per permettere all'Autorità di formulare la richiesta di riesame da parte dell'Autorità del provvedimento di revoca ed entro il termine di trenta giorni dall'acquisizione al protocollo. Nel termine di trenta giorni, l’efficacia del provvedimento di revoca è sospesa.
La previsione nel Regolamento della sospensione dell'efficacia del provvedimento risulta indispensabile, poichè la Legge n. 190/2012 prevede che Anac debba esprimersi entro trenta giorni dal ricevimento dello stesso provvedimento. A tal proposito, è utile precisare che il termine di trenta giorni previsto per legge per la pronuncia dell’Autorità - sottolinea la stessa - non consente a quest’ultima di instaurare un contraddittorio con le parti e che, pertanto, al fine di consentire ad ANAC di disporre di ogni elemento necessario per una valutazione il più possibile completa nel rispetto del citato termine, si rivela essenziale l’acquisizione di eventuali osservazioni e atti prodotti dal RPCT nel procedimento di revoca dell’Amministrazione e degli altri soggetti. Nel frattempo, l'efficacia del provvedimento di revoca viene sospeso.

Il regolamento prevede tre tipologie di istruttorie a cura di ANAC. In caso di:
1. Richiesta di riesame dei provvedimenti di revoca del RPCT;
2. Richieste di riesame di provvedimenti contenenti misure discriminatorie dirette adottati nei confronti del RPCT;
3. Richieste di riesame di provvedimenti contenenti misure discriminatorie indirette adottati nei confronti del RPCT.