Il T.A.R. Roma sospende l'efficacia del Decreto ministeriale sulla determinazione della tariffa per l'iscrizione dei commissari di gara e degli esperti nell’Albo nazionale obbligatorio

Il 30 luglio 2018, la redazione "ConoscerelaPA" ha pubblicato un articolo relativo alle istruzioni operative dettate da ANAC, per l’iscrizione all’Albo nazionale obbligatorio dei commissari di gara e per l’estrazione dei commissari attraverso l’Applicativo predisposto per la gestione dei relativi processi (LINK articolo: http://web.conoscerelapa.it/blog/albo-nazionale-obbligatorio-dei-commissari-di-gara-e-per-lestrazion...).  Ciò in ottemperanza agli artt. 77 e 78 del D.Lgs. n. 50/2016 e al  Decreto del 12 febbraio 2018, emesso dal Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, unitamente al Ministero dell'Economia e delle Finanze, avente ad oggetto la "Determinazione della tariffa di iscrizione all'albo dei componenti delle Commissioni giudicatrici e relativi compensi".

In particolare, il decreto in esame prevede, all'art. 1, che "la tariffa di iscrizione all'albo nazionale obbligatorio dei componenti delle commissioni giudicatrici di cui all'art. 78 del codice è stabilita in euro 168,00. Tale tariffa ha cadenza annuale con eventuale possibilità di rideterminazione del relativo importo a partire dal terzo anno, sulla base dell'effettivo numero di iscritti, dei sorteggi effettuati e dei costi indiretti effettivamente sostenuti.2. La tariffa di cui al comma 1 non è dovuta dai dipendenti pubblici qualora gli stessi richiedono di svolgere la funzione di componente la commissione giudicatrice in favore della stazione appaltante di appartenenza, fermo restando l'obbligo di corrispondere la stessa nei casi in cui gli stessi richiedono di svolgere tale funzione in favore di stazioni appaltanti diverse da quelle di appartenenza.3. L'Autorità nazionale anticorruzione definisce, con proprio atto, le modalità di versamento della tariffa di cui al presente articolo".

Con le linee guida n. 5, ANAC ha chiarito il procedimento connesso alla iscrizione. Tuttavia, il Decreto del 12 febbraio 2018 è stato impugnato, dinanzi al T.A.R. Lazio, chiedendo l'annullato, previa sospensiva dell'efficacia, con particolare riferimento alla parte in cui si prevede la fissazione di un compenso minimo come previsto nell'Allegato A del Decreto stesso. 
Il T.A.R. Lazio, con l'ordinanza 2 agosto 2018 n. 4710, ha accolto la richiesta misura cautelare.
Vediamo perchè!
Entrando nel dettaglio della questione, occorre precisare che il Decreto prevede che "I compensi spettanti ai singoli componenti delle commissioni sono determinati con riferimento all'oggetto del contratto ed all'importo posto a base di gara, entro i limiti di cui all'Allegato A, che costituisce parte integrante del presente decreto".

L'allegato A prevede espressamente che per  gli importi a base di gara inferiori a determinate soglie, il compenso lordo minimo fissato sia pari a € 3.000,00. Ciò, precisa il T.A.R. Lazio nella relativa ordinanza, in "totale mancanza di copertura legislativa per il conferimento di poteri normativi in materia di compensi minimi, conferimento non desumibile, neanche dalla ratio della previsione di cui agll'art. 77 del D.Lgs. n. 50/2016, attesa la finalità di contenimento della spesa pubblica di cui alla predetta disposizione".

Per tale evenienza, il T.A.R. Lazio, anche in considerazione delle difficoltà finanziarie che possono avere i Comuni di minori dimensioni, ha ritenuto di accogliere la richiesta misura cautelare, rinviando la trattazione di merito del ricorso all'udienza pubblica del 22 maggio 2019.

Sarà cura della redazione "ConoscerelaPA" informare tutti gli utenti sull'esito della procedura.