La Corte dei Conti tra mobilità e scorrimento di graduatorie

Cosa deve fare una Pubblica Amministrazione prima di avviare una procedura per l'assunzione di nuove unità di personale: deve necessariamente avviare l'iter riferito alla mobilità tra PP.AA.! E le graduatorie?

Vediamo cosa dice la Corte dei Conti Sezione Regionale di Controllo per il Veneto.

La Corte dei Conti Sezione Regionale di Controllo per il Veneto si è espressa a seguito di una richiesta di parere avanzata da una Amministrazione Comunale.
I Giudici contabili, inizialmente, hanno ricostruito i dettami propri del T.U. sul Pubblico impiego, analizzando - principalmente - due aspetti:
1. Con la modifica intervenuta, a seguito dell'entrata della Riforma Madia, è obbligatorio approvare un piano triennale del fabbisogno del Personale.
2. occorre avviare le procedure di mobilità volontaria o le procedure di mobilità in caso di eccedenza di Personale in PP.AA.
Quale scopo si vuole raggiungere?
Annullare gli effetti finanziari sul bilancio dell'Ente.


La Corte dei Conti ha anche sottolineato che le PP.AA. possono utilizzare, prima di avviare nuovi concorsi, graduatorie di pubblici concorsi approvate da altre amministrazioni, previo accordo tra le Amministrazioni interessate, che sono:
1) la P.A. che deve assumere personale;
 2) la P.A. che ha ancora graduatorie "in piedi".
L’utilizzo delle graduatorie è motivato, infatti, dalla necessità di ridurre la spesa pubblica, evitando l’indizione di nuovi concorsi per il reclutamento del personale e contestualmente di attuare i principi
di economicità ed efficienza dell’azione amministrativa, tenuto conto del costo e dei tempi per l’esperimento di procedure concorsuali.
Tuttavia, la graduatoria, anche secondo i nuovi dettami normativi e secondo le linee guida del Dipartimento della Funzione Pubblica, può essere utilizzata per coprire posti di nuova istituzione o di trasformazione, poichè si supera il concetto di "dotazione organica"; è tutto ancorato alla sostenibilità economica e al PTFP!
In passato, invece, in presenza di una graduatoria ancora efficace, la regola generale che veniva seguita prevedeva, per la copertura dei posti vacanti, lo scorrimento della stessa attraverso una attenta comparazione delle posizioni lavorative, da prediligere alla indizione di un nuovo concorso.


Dalla ricostruzione proposta dalla Corte dei Conti, si comprende bene anche come gli obiettivi riferiti ai due istituti (la mobilità e lo scorrimento della graduatoria) siano comuni: far risparmiare l'Ente.
Tuttavia, l'istituto della mobilità risulta un obbligo normativo preliminare, anche imposto per assicurare un risparmio sulla finanza pubblica. La P.A. non ha la discrezionalità amministrativa circa la scelta da operare: deve necessariamente procedere con la mobilità e non prediligere lo scorrimento della graduatoria!
Con lo scorrimento della graduatoria, si ottiene una riduzione della spesa riferita alla SOLA procedura di reclutamento.
La Corte stigmatizza la forte differenza tra "mobilità" e "graduatoria": l’istituto della mobilità volontaria è da preferire allo scorrimento delle graduatorie per ragioni di contenimento della spesa: con la mobilità, infatti, la copertura dei posti si consegue attraverso un’ottimale redistribuzione di personale pubblico già in servizio, mentre con lo scorrimento, pur trattandosi di procedure già
espletate, si determina comunque la provvista “aggiuntiva” di nuove risorse umane.

A parere nostro, l'istituto dello scorrimento della graduatoria verrà utilizzato alla stessa stregua della procedura riferita alla dotazione organica. È pur vero che sarà necessario attendere anche l'applicazione pratica per comprendere come le PP.AA. si regoleranno, anche con una intesa con il Dipartimento della Funzione Pubblica.