Nomina, ruolo e compiti del responsabile unico del procedimento (RUP) per l’affidamento di appalti e concessioni. Come può essere gestito il possibile conflitto nelle varie fasi della procedura di gara?

L'art. 31, comma 1 del Codice degli Appalti prevede espressamente che per ogni singola procedura per l'affidamento di un appalto o di una concessione, la stazione appaltante deve individuare il R.U.P., per le fasi della programmazione, della progettazione, dell'affidamento, dell'esecuzione.

Le linee guida n. 3 ANAC riferite alla nomina e al ruolo del RUP, prevedono che
esso deve essere dotato di competenze professionali adeguate all’incarico da svolgere. Qualora l’organico della stazione appaltante presenti carenze accertate o in esso non sia compreso nessun soggetto in possesso della professionalità necessaria, nel caso di affidamento di servizi di ingegneria e architettura, si applica l’art. 31, comma 6, del codice; negli altri casi, la stazione appaltante può individuare quale RUP un dipendente anche non in possesso dei requisiti richiesti. Nel caso in cui sia individuato un RUP carente dei requisiti richiesti, la stazione appaltante affida lo svolgimento delle attività di supporto al RUP ad altri 4 dipendenti in possesso dei requisiti carenti in capo al RUP o, in mancanza, a soggetti esterni aventi le specifiche competenze richieste dal codice e dalle Linee guida, individuati secondo le procedure e con le modalità previste dalla parte II, titolo I e titolo III, sez. II, capo III del Codice.

I Compiti propri del RUP sono esplicitati nel comma 4 dell'articolo in esame e precisamente:
a) formula proposte e fornisce dati e informazioni al fine della predisposizione del programma triennale dei lavori pubblici e dei relativi aggiornamenti annuali, nonché al fine della predisposizione di ogni altro atto di programmazione di contratti pubblici di servizi e di forniture e della predisposizione dell'avviso di preinformazione;
b) cura, in ciascuna fase di attuazione degli interventi, il controllo sui livelli di prestazione, di qualità e di prezzo determinati in coerenza alla copertura finanziaria e ai tempi di realizzazione dei programmi;
c) cura il corretto e razionale svolgimento delle procedure;
d) segnala eventuali disfunzioni, impedimenti, ritardi nell'attuazione degli interventi;
e) accerta la libera disponibilità di aree e immobili necessari;
f) fornisce all'amministrazione aggiudicatrice i dati e le informazioni relativi alle principali fasi di svolgimento dell'attuazione dell'intervento, necessari per l'attività di coordinamento, indirizzo e controllo di sua competenza e sorveglia la efficiente gestione economica dell’intervento;
g) propone all'amministrazione aggiudicatrice la conclusione di un accordo di programma, ai sensi delle norme vigenti, quando si rende necessaria l'azione integrata e coordinata di diverse amministrazioni;
h) propone l'indizione o, ove competente, indice la conferenza di servizi ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241, quando sia necessario o utile per l'acquisizione di intese, pareri, concessioni, autorizzazioni, permessi, licenze, nulla osta, assensi, comunque denominati;
i) verifica e vigila sul rispetto delle prescrizioni contrattuali nelle concessioni.

Occorre tuttavia analizzare la nomina del RUP già dalla fase della pianificazione di una procedure di gara, rispetto alla nomina dello stesso RUP per le fasi successive.
In tal senso, pertanto, occorre fare riferimento all'art. 77, comma 4, D. Lgs 18.4.2016 n.50 che prevede: “La nomina del RUP a membro delle commissioni di gara è valutata con riferimento alla singola procedura”.
Il testo di quest'ultimo articolo, nella sua originaria formulazione, stabiliva invece che: “I commissari non devono aver svolto ne' possono svolgere alcun'altra funzione o incarico tecnico o amministrativo relativamente al contratto del cui affidamento si tratta”.
Occorre una lettura congiunta delle linee guida Anac n. 3 con l'art. 77, comma 4.
Il Codice degli Appalti prevede che la nomina del RUP sia valutata con riferimento alla singola procedura. D'altro canto, le linee guida n. 3 delineano i compiti che deve avere il RUP in tutte le fasi previste dalla programmazione all'affidamento.
Esse, inoltre, a seguito della modifica legislativa intervenuta sull'art. 77, comma 4, sono state aggiornate.
Come si evince anche dalla relazione illustrativa di Anac alle linee guida ANAC, al punto 2.2 è stata eliminata la previsione che ribadiva l’incompatibilità del ruolo di RUP con le funzioni di commissario di gara e di presidente della commissione giudicatrice e manteneva ferme le acquisizioni giurisprudenziali in materia di possibile coincidenza, attesa l’innovazione introdotta dal correttivo all’art. 77, comma 4, secondo cui, ferma restando l’incompatibilità tra il ruolo di commissario e lo svolgimento di altre funzioni o incarichi tecnici o amministrativi relativamente al contratto da affidare, la possibilità della nomina del RUP a membro delle commissioni di gara è valutata con riferimento alla singola procedura. Le valutazioni richieste sul punto alle stazioni appaltanti dovranno attenere alle attività effettivamente svolte dal RUP nell’ambito della specifica procedura di gara. Si ribadisce che il RUP non può ricoprire il ruolo di Presidente della commissione, essendo tale posizione riservata ad un commissario esterno per espressa previsione dell’art. 77, comma 8, del codice".

Corre l'obbligo precisare tuttavia che l'art. 31,comma 1 del Codice degli Appalti, riferito alla nomina e ai requisiti del RUP, è attualmente oggetto di consultazione pubblica sul sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), per il futuro intervento di riforma dello stesso Codice dei contratti pubblici,previsto per fine anno 2018.